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		<title>Da Windows a Linux: benvenuti nel mondo di Tux</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi viene dal mondo di Windows, Linux è un ambiente davvero inconsueto. Comincio ad anticiparvi qui alcune delle sorprese e delle principali differenze e analogie fra Windows e Linux che incontreremo strada facendo. LINUX E TUX Cominciamo dalle cose importanti Innanzi tutto, facciamo il possibile per non sembrare pivelli. Le prime due cose da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/tux.png" alt="" title="tux" width="300" height="329" class="alignleft size-full wp-image-3047" />Per chi viene dal mondo di Windows, Linux è un ambiente davvero inconsueto. Comincio ad anticiparvi qui alcune delle sorprese e delle principali differenze e analogie fra Windows e Linux che incontreremo strada facendo.</p>
<p>LINUX E <strong>TUX</strong><br />
Cominciamo dalle cose importanti<br />
Innanzi tutto, facciamo il possibile per non sembrare pivelli. Le prime due cose da fare sono imparare la corretta pronuncia della parola Linux e saper riconoscere il simbolo di Linux.<br />
In un linuxiano (così si chiama chi usa Linux), vedere che un utente Windows come voi sa cos&#8217;è e come si pronuncia Linux e addirittura ne riconosce l&#8217;icona suscita commossi sentimenti di immediata fratellanza, che vi torneranno molto utili quando avrete bisogno del suo aiuto.<br />
La corretta pronuncia di Linux è, in tutte le lingue, li−nucs. Non pensate di fare i poliglotti pronunciandolo &#8220;all&#8217;inglese&#8221;, cioè lai−nacs. E non fidatevi delle pronunce che sentite scaturire dalla bocca di inglesi e americani: anche molti di loro non sanno qual è la giusta pronuncia e tirano a indovinare.<br />
Veniamo al simbolo: è un pinguino di nome <strong>Tux</strong>. Il suo nome si pronuncia tùcs in italiano. Gli americani (e gli italiani aspiranti americani modello Alberto &#8220;Uazzamèriga&#8221; Sordi) lo chiamano tacs, come il telefonino. Facciano pure, per carità, ma voi chiamatelo tucs. L&#8217;importante è non pronunciarlo tiucs.</p>
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		<title>Da Windows a Linux: il piano d&#8217;azione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
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		<description><![CDATA[E veniamo allora a come passare da Windows a Linux nel modo più indolore possibile, dando un&#8217;occhiata ai passi da fare&#8230; • Purtroppo, prima di buttarci nella pratica, ci vuole una bella dose di teoria. Di solito la teoria di un sistema operativo è un rimedio infallibile contro l&#8217;insonnia, e nel caso di Linux, visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/Linux-piano-dazione.jpg" alt="" title="Linux piano d&#039;azione" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-3043" />E veniamo allora a come passare da Windows a Linux nel modo più indolore possibile, dando un&#8217;occhiata ai passi da fare&#8230; </p>
<p>• Purtroppo, prima di buttarci nella pratica, ci vuole una bella dose di teoria. Di solito la teoria di un sistema operativo è un rimedio infallibile contro l&#8217;insonnia, e nel caso di Linux, visto attraverso gli occhi di un utente Windows, le sorprese e le apparenti stranezze sono davvero tante&#8230;</p>
<p>• Superata la parte di teoria, ci diamo alla pratica. Tuttavia, visto che abbiamo appena messo le prime piume, non è il caso di buttarsi a capofitto dal nido. Ci prepariamo ben bene per il decollo, raccogliendo le informazioni che ci serviranno durante l&#8217;installazione.</p>
<p>• Poi facciamo spazio per un Linux vero e proprio sul nostro computer. Questa è una fase molto delicata, in cui la parte Windows del computer viene manipolata in modo poco ortodosso, per cui ci vogliono nervi saldi e mano ferma.</p>
<p>• Ora che abbiamo detto a Windows di farsi un po&#8217; da parte, possiamo installare Linux. Cominciamo con un&#8217;installazione alla buona, che affineremo in seguito: l&#8217;importante, per ora, è dimostrare che siamo capaci di far coesistere Windows e Linux.</p>
<p>Alla fine di ognuno di questi passi vi ritroverete con la parte Windows del vostro computer perfettamente funzionante (o per meglio dire, funzionante esattamente come e quanto prima), per cui potrete riprendere la vostra normale attività con Windows come se non fosse successo nulla e Linux non ci fosse. Questo vi consentirà di affrontare l&#8217;arrivo di Linux un passo alla volta, proseguendo soltanto quando vi sentite pronti e avete tempo per farlo.<br />
Naturalmente il viaggio non finisce a questo punto&#8230; una volta che avrete Linux attivo e funzionante sul vostro computer, la strada sarà appena all&#8217;inizio. </p>
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		<title>Da Windows a Linux: non passate a Linux se&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Linux non è la soluzione universale a tutti i problemi d&#8217;informatica di ogni essere umano. Nella maggior parte dei casi è un&#8217;ottima soluzione, ma ci sono alcune circostanze in cui non lo è. Non passate a Linux se&#8230; * Non c&#8217;è l&#8217;equivalente Linux della vostra applicazione preferita: l&#8217;assortimento di software per Linux è vasto quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/linux-mac-windows.png" alt="" title="linux-mac-windows" width="249" height="300" class="alignleft size-full wp-image-3039" />Linux non è la soluzione universale a tutti i problemi d&#8217;informatica di ogni essere umano. Nella maggior parte dei casi è un&#8217;ottima soluzione, ma ci sono alcune circostanze in cui non lo è. </p>
<p>Non passate a Linux se&#8230;</p>
<p>* Non c&#8217;è l&#8217;equivalente Linux della vostra applicazione preferita: l&#8217;assortimento di software per Linux è vasto quanto quello per Windows, e la stragrande maggioranza delle applicazioni Windows ha un equivalente (o addirittura una versione migliorata) sotto Linux. Ci sono però eccezioni di non poco conto: ad esempio i dizionari e le enciclopedie su CD−ROM, in cui il programma di consultazione è disponibile soltanto in versione Windows e non c&#8217;è modo né speranza che ne venga realizzata una versione Linux. Molte società di software, soprattutto quelle specializzate in programmi per Internet, non pubblicano una versione Linux delle proprie applicazioni. Prima di gettare la spugna, potete provare a ricorrere ai software di emulazione Windows per Linux, che fanno credere al programma di essere in esecuzione sotto Windows quando in realtà sta girando su una macchina Linux (li vedremo in seguito). Ma se neppure questo escamotage funziona, dovete rinunciare a Linux oppure optare per la convivenza di Windows e Linux.</p>
<p>* Preferite sopportare una schermata blu ogni tanto: Imparare Linux, sostituire le applicazioni Windows con gli equivalenti Linux, capire come funzionano questi equivalenti e cambiare il proprio modo di ragionare e lavorare col computer richiedono del tempo. </p>
<p>* Vi serve la totale compatibilità con Microsoft Office</p>
<p>* La vostra copia di Windows non vi è costata nulla: è piratata. Certamente uno dei bonus più importanti di Linux e dei suoi programmi è che nella stragrande maggioranza dei casi non c&#8217;è nulla da pagare. Ma anche Windows e Office, tutto sommato, si possono avere gratis. Basta piratarli.<br />
È inutile far finta di niente: la pirateria software dilaga, soprattutto in Italia. Eppure gli arresti per pirateria software sono talmente rari che fanno notizia sui quotidiani. Perché Microsoft accetta questo stato di cose?<br />
La risposta è semplice. Microsoft tollera la duplicazione abusiva dei suoi programmi perché in questo modo i suoi prodotti diventano e rimangono lo standard di fatto. Secondo la rivista economica Fortune, (<a href="http://www.fortune.com/fortune/1997/970818/fea.html">http://www.fortune.com/fortune/1997/970818/fea.html</a>), &#8220;nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, in Cina e gran parte del resto dell&#8217;Asia oltre il 90% delle copie di software è pirata [...] Secondo Orlando Ayala, responsabile commerciale Microsoft per America Latina, Sud−Est asiatico, Pacifico del Sud, India, Africa e Medio Oriente, il valore di mercato del software illecito si aggira intorno alle decine di miliardi di dollari l&#8217;anno. Dice: &#8216;Più che piangerci sopra, ne ho l&#8217;acquolina in bocca, perché se riusciamo a recuperare anche una frazione di quelle mancate vendite, è tutto guadagno&#8217;&#8221;.<br />
Decine di miliardi (di dollari) di perdite dovute a pirateria, e Microsoft non si scompone&#8230; Interessante.</p>
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		<title>Da Windows a Linux:  e l&#8217;assistenza tecnica?</title>
		<link>http://www.programmi.com/news/da-windows-a-linux-e-lassistenza-tecnica.html</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle accuse più frequenti a Linux è che non c&#8217;è un&#8217;assistenza tecnica cui rivolgersi e non c&#8217;è documentazione. Non è vero, ci sono eccome: semplicemente sono offerte in forma diversa da quella cui ci ha abituati Windows. L&#8217;ASSISTENZA TECNICA In Windows l&#8217;assistenza tecnica è compresa nel prezzo del prodotto, sia che vi serva, sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/LUG.jpg" alt="" title="LUG" width="300" height="203" class="alignleft size-full wp-image-3035" />Una delle accuse più frequenti a Linux è che non c&#8217;è un&#8217;<strong>assistenza tecnica</strong> cui rivolgersi e non c&#8217;è documentazione. Non è vero, ci sono eccome: semplicemente sono offerte in forma diversa da quella cui ci ha abituati Windows.</p>
<p><strong>L&#8217;ASSISTENZA TECNICA</strong><br />
In Windows l&#8217;<strong>assistenza tecnica</strong> è compresa nel prezzo del prodotto, sia che vi serva, sia che non vi serva; in Linux si paga a parte, e soltanto se ne avete bisogno. Se pensate che vi serva assistenza tecnica professionale, comperate una confezione di Linux (tecnicamente si chiama distribuzione) che la include, avendo cura di verificare che l&#8217;assistenza tecnica sia disponibile in Italia o comunque senza svenarsi in telefonate verso gli USA; altrimenti usate tranquillamente una qualsiasi copia gratuita di Linux di qualunque provenienza (purché la fonte sia affidabile).</p>
<p>L&#8217;AIUTO DELLA COMMUNITY<br />
La migliore assistenza tecnica per Linux, comunque, la fanno gli utenti stessi. Nell&#8217;ambiente Linux vige il principio del libero scambio di conoscenze, per cui quando un utente risolve un problema, ne pubblica la soluzione su Internet, così chiunque altro avrà in futuro lo stesso problema saprà come affrontarlo.<br />
Questa prassi ha portato all&#8217;accumulo di una massa enorme di documentazione gratuita ed estremamente specifica: ad esempio, ci sono istruzioni di configurazione per ogni singolo modello di computer di ogni singola marca e per quasi tutti gli accessori per computer. Per attingervi, è sufficiente mettere le parole chiave giuste in un motore di ricerca di Internet. Questa massa di documentazione è a volte addirittura sovrabbondante ed è facile perdervisi, ma in genere raggiunge il suo scopo.</p>
<p>I LINUX USER GROUP (LUG)<br />
Linux stesso, comunque, contiene file di documentazione, in buona parte tradotta anche in italiano; è un ottimo punto di partenza. Se però non vi basta, e se anche Internet non vi assiste, potete ricorrere ai Linux User Group (libere associazioni di utenti Linux) presenti in ogni città d&#8217;Italia: in cambio di una pizza, una birra e un po&#8217; di buone chiacchiere vi guideranno nel risolvere qualsiasi magagna di Linux.</p>
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		<title>Quando il browser non funziona&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[internet browser]]></category>
		<category><![CDATA[netiquette e regole di internet]]></category>
		<category><![CDATA[software internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Navigare in rete è un gioco da ragazzi: aprite il browser, digitate la URL o parte di essa et voilà! Il mondo è a portata di mouse. Quasi sempre. Può anche succedere, infatti, che qualcosa non vada a buon fine, e che al posto della pagina che volevate visualizzare vi troviate alle prese con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/surfing-the-web.jpg" alt="" title="surfing the web" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-3155" />Navigare in rete è un gioco da ragazzi: aprite il browser, digitate la URL o parte di essa et voilà! Il mondo è a portata di mouse. Quasi sempre.<br />
Può anche succedere, infatti, che qualcosa non vada a buon fine, e che al posto della pagina che volevate visualizzare vi troviate alle prese con un messaggio di errore. Che fare? </p>
<p>SE IL BROWSER NON FUNZIONA&#8230;<br />
La prima cosa da fare quando il browser non funziona è di provare a digitare qualche altro indirizzo, stando ben attenti a inserirlo nella forma corretta: senza spazi, e con punti di separazione ed eventuali barre diagonali al posto giusto. Se nessuno funziona, le cause più probabili sono due:</p>
<p>• credete di essere collegati, ma in realtà non lo siete. Per verificarlo, su alcune versioni di Windows potete dare un’occhiata alla barra delle applicazioni: accanto all’orologio, nell’angolo in basso a destra, dovrebbe apparire l’icona di due minuscoli computer collegati fra loro. Se non appare è possibile che abbiate sbagliato qualcosa nelle pro cedure di collegamento;</p>
<p>• nel predisporre il collegamento non avete indicato correttamente il vostro DNS (Do- main Name Server), l’‘ufficio postale’ che si occupa di capire dove si trova, nella rete, l’indirizzo di destinazione che avete digitato, e spiega al browser come raggiungerlo.</p>
<p>In entrambi i casi dovrete provare a configurare nuovamente i vari parametri per la connessione internet (li vedremo in seguito nel dettaglio).<br />
Se tutto funziona come dovrebbe, potete invece iniziare a esplorare la rete. </p>
<p>COME FUNZIONA UN BROWSER<br />
Ogni volta che finite di scrivere l’indirizzo e premete invio, il browser cercherà di trovare, all’interno della rete, il computer e le pagine corrispondenti all’indirizzo che avete digitato (l’operazione di ricerca dovrebbe richiedere pochi secondi); richiederà al computer remoto i dati presenti sulla pagina e, infine, inizierà a visualizzarli. </p>
<p>LA VELOCITA&#8217; DI CARICAMENTO DELLE PAGINE WEB<br />
Scoprirete che alcuni siti vengono visualizzati più velocemente di altri: probabilmente hanno una grafica meno complessa, oppure il ‘percorso’ di rete necessario a raggiungerli è più ampio o meno affollato. Alcuni indirizzi potrebbero non rispondere affatto, o rispondere con un messaggio di errore: se altri siti funzionano, e se avete digitato correttamente l’indirizzo, probabilmente il problema non dipende da voi: il server che state cercando di raggiungere potrebbe essere inattivo, l’indirizzo potrebbe essere non aggiornato, oppure potrebbe esserci un ‘ingorgo’ sui tratti di rete che lo raggiungono.</p>
<p>USARE I LINK<br />
Il passo successivo è quello di acquistare familiarità con il meccanismo dei rimandi ipertestuali da pagina a pagina. Si tratta di un compito assai più difficile da spiegare a parole che da eseguire in pratica: alcune zone delle pagine visualizzate dal browser sono di norma ‘attive’, e con un click del mouse rimandano a altre pagine o risorse in rete. Il rimando può partire da una porzione di testo, che in questo caso è spesso (ma non sempre!) sottolineata e appare in carattere blu, o da un’immagine o una porzione di un’immagine. Quando il puntatore del mouse passa su una di queste zone attive (‘link’), perde la familiare forma di freccia per diventare una ‘manina che indica’. In questo caso, un click del mouse indicherà al browser di interrompere il caricamento della pagina al momento visualizzata (se tale caricamento non era già completo) e di ‘saltare’ alla nuova pagina collegata alla zona attiva prescelta. Così, ad esempio, i nomi dei singoli articoli presentati in un catalogo di vendita on-line possono essere attivi e rimandare ciascuno a una specifica pagina di descrizione, i titoli delle relazioni presenti nel programma di un congresso possono rimandare ciascuno a un breve riassunto, l’immagine di una carta geografica dell’Europa può essere usata in modo tale che il click su un singolo paese rimandi a una pagina di informazioni sul paese stesso, e così via. </p>
<p>PERDERSI NEL WEB DI LINK IN LINK<br />
Provate a partire da una qualsiasi pagina e a esplorarne i link: in pochi minuti, vi ritroverete a seguire catene di collegamenti, a volte perfettamente logici, a volte inattesi e sorprendenti, che non di rado vi porteranno in pochi passi assai lontano dall’informazione di partenza.</p>
<p>COME SI TORNA INDIETRO?<br />
Ben presto, vi accorgerete di desiderare un meccanismo che permetta di ‘tornare indietro’ da un link già esplorato, o per voi poco interessante, per prendere una strada diversa, seguendo un altro link. Potete farlo attraverso il pulsante di ritorno indietro del browser: lo trovate, sia in Netscape sia in Explorer, all’inizio della barra superiore dei pulsanti, caratterizzato da una intuitiva freccia a sinistra. Se il pulsante ‘freccia a sinistra’ ripercorre all’indietro la storia della vostra navigazione, il simmetrico pulsante ‘freccia a destra’ la ripercorre in avanti.</p>
<p>Campo degli indirizzi, meccanismo dei link ipertestuali e pulsanti di ‘avanti’ e ‘indietro’ costituiscono gli ingredienti di base di ogni navigazione su Web: fate un po’ di pratica nel loro uso, e scoprirete che si tratta di strumenti semplici e intuitivi.</p>
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		<title>Da Windows a Linux: la compatibilità di documenti creati con altri sistemi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciascun sistema operativo registra i dati su dischi e dischetti in un formato diverso, alla faccia della standardizzazione. Questo significa, ad esempio, che un utente Windows non può leggere un supporto scritto da un Apple Mac. Windows è particolarmente schizzinoso in questo senso: legge soltanto i documenti scritti nei propri formati (sì, ce n&#8217;è più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/linux_windows.jpg" alt="" title="linux_windows" width="257" height="303" class="alignleft size-full wp-image-3031" />Ciascun sistema operativo registra i dati su dischi e dischetti in un formato diverso, alla faccia della standardizzazione. Questo significa, ad esempio, che un utente Windows non può leggere un supporto scritto da un Apple Mac. Windows è particolarmente schizzinoso in questo senso: legge soltanto i documenti scritti nei propri formati (sì, ce n&#8217;è più di uno). Esistono programmi aggiuntivi per consentire la lettura di questi formati non−Windows, ma Windows da solo non ha questa possibilità.</p>
<p>I computer Apple sono meno xenofobi e sono compatibili con la maggior parte dei documenti Windows, ma il campione della categoria è Linux, che è compatibili con i formati Apple, DOS, Windows (tutte le versioni), Amiga, OS/2, Xenix System V e altro ancora, senza dover ricorrere a software supplementare.</p>
<p>Per dire quanto sia potente questa funzione, basti considerare che si può prendere un disco rigido da una macchina Windows, montarlo su una macchina Linux e dire a Linux &#8220;questo è un disco rigido in formato Windows&#8221;: Linux lo leggerà e scriverà in formato Windows. Non occorre riformattarlo o convertirlo in alcun modo. Per contro, Windows non è assolutamente in grado di usare un disco in formato Linux (con la piacevole, recente eccezione di un programma freeware chiamato Explore2fs).</p>
<p>Una conseguenza interessante di tutto questo è che potete scambiare dati con gli utenti Windows senza grossi problemi: usare Linux non vi taglierà fuori. Ad esempio, potete farvi dare un documento Word da un utente Windows, elaborarlo sotto Linux e restituirglielo in formato Word senza che l&#8217;utente si accorga che non avete usato né Windows né Word.</p>
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		<title>Da Windows a Linux: risparmiare per avere un computer sempre nuovo</title>
		<link>http://www.programmi.com/news/da-windows-a-linux-risparmiare-per-avere-un-computer-sempre-nuovo.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Windows è notoriamente avido di risorse. Ogni successiva edizione di Windows aumenta le proprie pretese in termini di potenza del processore e spazio occupato su disco e in memoria. Questo inevitabilmente si traduce in un periodico, sofferto mettere mano al portafogli. Tuttavia le prestazioni fornite da Windows non aumentano di pari passo con le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/Linux-risorse-del-computer.jpg" alt="" title="Linux risorse del computer" width="300" height="242" class="alignleft size-full wp-image-3027" />Windows è notoriamente avido di risorse. Ogni successiva edizione di Windows aumenta le proprie pretese in termini di potenza del processore e spazio occupato su disco e in memoria. Questo inevitabilmente si traduce in un periodico, sofferto mettere mano al portafogli. Tuttavia le prestazioni fornite da Windows non aumentano di pari passo con le sue pretese: le differenze fra Windows 95 e Windows 98/ME non sono certo spettacolari, eppure un computer che corre spedito con Windows 95 arranca con Windows 98/ME.<br />
<strong>Linux</strong> è un&#8217;altra storia. </p>
<p><strong>LINUX</strong> E IL RISPARMIO DELLE RISORSE<br />
Essendo pubblico e senza segreti, l&#8217;utente può configurarlo e ottimizzarlo a suo piacimento, attivandone soltanto i componenti che effettivamente gli servono e creandosi letteralmente un Linux su misura (in un rituale mistico chiamato ricompilazione del kernel). Ridotto all&#8217;essenziale, <strong>Linux</strong> è piccolo abbastanza da stare su un dischetto, e gira allegramente su un vetusto processore 486. Figuriamoci sui mostri di potenza cui ci ha assuefatti Windows.<br />
Soprattutto, essendo Linux sganciato dalla logica commerciale, non è nel suo interesse richiedere macchine più potenti. Ad ogni aumento dei requisiti di sistema di Windows, invece, i venditori di computer si fregano le mani perché sanno che venderanno tanti PC nuovi, resi necessari da quei maggiori requisiti. Nasce inevitabilmente un patto diabolico non scritto fra Microsoft e i produttori di computer, il cui risultato è che ogni due anni il vostro PC è da buttare perché obsoleto.</p>
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		<title>Il browser e la home page</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comprese le potenzialità del World Wide Web, e visto come collegarsi alla rete, non rimane che approfondire l’uso dei browser. Una volta lanciato il vostro programma &#8211; Internet Explorer, Netscape, Opera o qualsiasi altro browser utilizziate -, questi si indirizzerà, da solo, verso la sua pagina di avvio. Ciò avviene perché è possibile indicare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/browsers.jpg" alt="" title="browsers" width="300" height="164" class="alignleft size-full wp-image-3023" />Comprese le potenzialità del World Wide Web, e visto come collegarsi alla rete, non rimane che approfondire l’uso dei <strong>browser</strong>.<br />
Una volta lanciato il vostro programma &#8211; Internet Explorer, Netscape, Opera o qualsiasi altro <strong>browser</strong> utilizziate -, questi si indirizzerà, da solo, verso la sua pagina di avvio. Ciò avviene perché è possibile indicare al <strong>browser</strong> una pagina dalla quale partire ogni volta che si accede alla rete: in caso non abbiate modificato i settaggi originali, Netscape cercherà di collegarsi, con scarsa originalità, a una pagina del sito della Netscape stessa, e Internet Explorer cercherà di collegarsi, non meno banalmente, a una pagina del sito Microsoft Network. </p>
<p>LE VISITE DELLA HOME PAGE<br />
Per il solo fatto di costituire la ‘home page’ preimpostata dei browser più diffusi, queste pagine – sulle cui caratteristiche di ‘portali’ torneremo in seguito – ricevono centinaia di migliaia di visitatori al giorno. A quanto pare, infatti, molti utenti della rete sono troppo pigri (o troppo poco informati) per impostare come home page del proprio browser un indirizzo più interessante, e magari un po’ più vicino agli interessi personali. </p>
<p>SE LA HOME PAGE E&#8217; BIANCA&#8230;<br />
Se la pagina visualizzata dal browser resta tristemente bianca, provate a inserire voi stessi un indirizzo. Nelle figure che seguono potete vedere l’aspetto della finestra principale di Netscape e di Internet Explorer; in entrambi i casi noterete, verso l’alto, un campo bianco, affiancato (nel caso di Internet Explorer) dalla dicitura ‘Indirizzo’. Qui è dove potete inserire l’indirizzo della pagina che volete raggiungere. Abbiamo già in parte visto la forma e la natura di questi indirizzi (detti anche ‘URL’, acronimo di Uniform Resource Locator), ma ci torneremo. Per ora, basti sapere che spesso (ma non sempre) iniziano con l’ormai familiare ‘www’, a ricordare che la pagina che cerchiamo si trova su World Wide Web. </p>
<p>Bene, inserite in questo campo un qualunque indirizzo, ad esempio quello del nostro sito: <a href="http://www.programmi.com">http://www.programmi.com</a>. Potete omettere la parte ‘http://’ (vedremo in seguito cosa significhi, per ora non preoccupatevene): se scri- vete solo ‘www.laterza.it/internet’, provvederà il browser ad aggiungere di sua iniziativa l’indicazione ‘http://’. Ormai, su quasi tutti i browser, potete anche omettere il &#8220;www&#8221;: se scriverete nella finestrella solo <code>programmi.com</code> arriverete allo stesso modo sul nostro sito. Vedremo più avanti il perché&#8230;</p>
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		<title>Perché il WWW è una rivoluzione?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[netiquette e regole di internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Le caratteristiche peculiari che hanno fatto di World Wide Web una vera e propria rivoluzione nel panorama degli strumenti di comunicazione possono essere riassunte nei seguenti punti: • la sua diffusione planetaria; • la facilità di utilizzazione delle interfacce; • la sua organizzazione ipertestuale; • la possibilità di trasmettere/ricevere informazioni multimediali; • le semplicità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/hyperlinks.jpg" alt="" title="hyperlinks" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-3017" />Le caratteristiche peculiari che hanno fatto di World Wide Web una vera e propria rivoluzione nel panorama degli strumenti di comunicazione possono essere riassunte nei seguenti punti:<br />
• la sua diffusione planetaria;<br />
• la facilità di utilizzazione delle interfacce;<br />
• la sua organizzazione ipertestuale;<br />
• la possibilità di trasmettere/ricevere informazioni multimediali;<br />
• le semplicità di gestione per i fornitori di informazione.</p>
<p>LA RIVOLUZIONE DELL&#8217;IPERTESTO DISTRIBUITO<br />
Dal punto di vista dell’utente finale il Web si presenta come uno sconfinato spazio informativo costituito da documenti multimediali interconnessi tramite una rete di collegamenti a formare un cosiddetto ‘ipertesto distribuito’. Tali documenti (cui ci si riferisce con il termine ‘pagine Web’) sono memorizzati in speciali formati che permettono di specificarne tanto la struttura quanto l’aspetto, oltre che la presenza di servizi e collegamenti: il più diffuso e noto di questi linguaggi è l’HTML, ma vanno diffondendosene altri come XML e i suoi innumerevoli sottolinguaggi specifici. Sempre più spesso, inoltre, le pagine Web sono create in maniera dinamica dal computer che ospita il sito, in risposta alle richieste dell’utente o come risultato di un vero e proprio lavoro di programmazione: incontriamo così sigle piuttosto criptiche, come ASP, PHP, JSP, ecc., ma li vedremo in seguito. </p>
<p>I BROWSER<br />
In questo spazio informativo l’utente può facilmente muoversi alla ricerca di informazioni, testi, immagini, dati, curiosità, prodotti usando dei programmi che vengono correntemente definiti browser. Si tratta di programmi multifunzionali in grado di accedere in maniera del tutto trasparente a una varietà di risorse. </p>
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		<title>Da Windows a Linux: le uova di Pasqua</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Gauri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi operativi open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Come si fa a scoprire queste chicche (vedi articolo precedente), se sono così ben nascoste? Semplice: quelle innocue in realtà sono nascoste soltanto per finta. Chi le crea, infatti, ne fa trapelare l&#8217;esistenza perché vuole che la gente le scopra e si diverta. Lo stesso non si può dire di quelle meno innocue, che rimangono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.programmi.com/news/foto/upload/vista-easter-egg.jpg" alt="" title="vista easter egg" width="300" height="238" class="alignleft size-full wp-image-2979" />Come si fa a scoprire queste chicche (vedi articolo precedente), se sono così ben nascoste? Semplice: quelle innocue in realtà sono nascoste soltanto per finta. Chi le crea, infatti, ne fa trapelare l&#8217;esistenza perché vuole che la gente le scopra e si diverta. Lo stesso non si può dire di quelle meno innocue, che rimangono ben nascoste salvo fughe di notizie.<br />
Per saperne di più, andate su Internet e visitate un motore di ricerca, immettendo come parole chiave <code>easter egg</code> (&#8220;uovo di Pasqua&#8221;; così si chiamano in gergo queste trovate). Se volete un sito apposito bell&#8217;e pronto (ma in inglese), visitate <a href="http://www.eeggs.com">http://www.eeggs.com</a>, dal quale si traggono queste sorpresine. Ce ne sono per tutti i programmi e anche per i computer che non usano Windows.</p>
<p>COSA RISOLVE LINUX?<br />
Controllo significa anche la possibilità di evitare che l&#8217;utente maldestro faccia danni a sé stesso e agli altri. In Windows, le cartelle di sistema (in genere <code>c:\windows</code> e <code>c:\windows\system</code>) non sono protette in alcun modo: potete cancellare i file più vitali del sistema senza alcuna difficoltà, rendendo completamente inservibile il computer. Molti virus, come ad esempio Pikachu, approfittano di questa debolezza.<br />
Inoltre, se uno stesso computer è condiviso da più persone, ciascuna può leggere e soprattutto alterare o cancellare il contenuto di qualsiasi file o cartella creata dagli altri. Una cliccata sbadata e vostro figlio (o il vostro collega) può disintegrare la contabilità alla quale avete dedicato tante ore di fatica.</p>
<p>Questo con Linux non succede. I dati presenti in una macchina Linux possono essere protetti in modo che soltanto un determinato utente (identificatosi a Linux mediante nome e password) possa vederli o modificarli. Se più utenti condividono lo stesso computer, ciascuno vede soltanto i propri dati: quelli degli altri sono invisibili e intoccabili, come se non ci fossero.<br />
Anche l&#8217;accesso ai programmi può essere protetto in questo modo in Linux. Ad esempio è possibile consentire soltanto a chi conosce la password giusta di attivare il collegamento a Internet o di eseguire determinati programmi.<br />
Per carità, la sicurezza di Linux non è a prova di bomba&#8230; Esistono tecniche impressionanti per penetrare nei sistemi altrui: si va dalla forza bruta (asportazione fisica del disco rigido per montarlo altrove) alla malizia più sottile. Il fatto di passare a Linux non vi deve illudere di aver risolto per sempre tutti i vostri problemi di sicurezza. Usare Linux è semmai un ottimo passo avanti verso la loro risoluzione.</p>
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